Crotone - Emergenza abitativa e disabilità, la battaglia di un bimbo ancora senza risposte
Il bambino, affetto da una patologia degenerativa, ha bisogno di un alloggio accessibile e di sostegno immediato. L'appello anche ai cittadini
Crotone - C’è una storia che continua a interrogare la coscienza collettiva. Non è solo una vicenda di disagio abitativo, ma il racconto quotidiano di una famiglia che convive con una doppia emergenza: quella di una casa non adatta e quella di una disabilità che non concede tempo. Il caso è quello di un bambino di appena quattro anni, affetto da una patologia degenerativa che lo costringe sulla sedia a rotelle. La sua casa, però, non è pensata per lui. Le scale del palazzo diventano ogni giorno un ostacolo che trasforma anche i gesti più semplici – uscire per andare a scuola, raggiungere una visita medica, prendere aria – in uno sforzo enorme, fisico e psicologico.
Il racconto di una quotidianità difficile
Il video diffuso dai genitori qualche settimana fa e tornato nuovamente virale, ha acceso i riflettori su una realtà che per troppo tempo è rimasta confinata tra le mura domestiche. Il peso della carrozzina, la fatica dei genitori, la dignità di un bambino che chiede solo di vivere una quotidianità normale.
Le istituzioni e il tempo della burocrazia
Le istituzioni si sono mosse. Incontri, sopralluoghi, rassicurazioni. La prospettiva indicata è quella della futura assegnazione di un alloggio adeguato, inserito nei programmi di edilizia popolare. Ma il punto è proprio questo: il tempo. I tempi della burocrazia e dei cantieri non coincidono con quelli della vita reale, e soprattutto non tengono conto dell’urgenza che una condizione simile impone.
La necessità di una risposta immediata
La famiglia lo ha detto chiaramente: non si può aspettare. Non quando ogni giorno diventa una sfida, non quando la crescita del bambino rende tutto ancora più difficile, non quando la salute e la dignità sono in gioco. Per questo, accanto alla soluzione definitiva, emerge con forza la necessità di una risposta immediata. Un alloggio temporaneo accessibile, un sostegno concreto. Non si tratta di un favore, ma di un diritto. La solidarietà della comunità non è mancata. Condivisioni, messaggi, vicinanza. Ma oggi non basta più. Serve un passo in più, una mobilitazione che si traduca in azioni concrete. Perché dietro ogni visualizzazione c’è una responsabilità, e dietro ogni storia come questa c’è una famiglia che non può essere lasciata sola. Crotone ha dimostrato più volte di avere un grande cuore. È il momento di dimostrarlo ancora. Perché l’attesa, da sola, non può essere una risposta.
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