Crotone, il Cpa di Sant’Anna diventa modello internazionale contro la tratta dei minori

Il forum promosso da Aguarinto e Protection4Kids rilancia il valore della formazione nata a Sant’Anna e riconosciuta nel mondo

A cura di Redazione
19 luglio 2026 17:00
Crotone, il Cpa di Sant’Anna diventa modello internazionale contro la tratta dei minori - Foto: Redazione
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Crotone diventa un modello internazionale nella lotta alla tratta dei minori. L'esperienza maturata all'interno del Centro di prima accoglienza di Sant'Anna, grazie a un percorso di formazione rivolto agli operatori, è oggi considerata una buona pratica esportabile anche in altri contesti di emergenza umanitaria. Se n'è discusso nei giorni scorsi nel forum promosso dall'associazione Aguarinto insieme alla Fondazione Protection4Kids, che ha riunito esperti, operatori e rappresentanti del terzo settore per confrontarsi sulle nuove strategie di tutela dei minori migranti.

L'iniziativa, ospitata nel patio esterno della trattoria "A Ra Gghiazza" di Crotone, ha posto al centro il valore della formazione come strumento essenziale per individuare tempestivamente le situazioni di vulnerabilità e contrastare il fenomeno della tratta. Un percorso che proprio a Sant'Anna ha portato all'elaborazione di un innovativo indicatore per il riconoscimento precoce delle possibili vittime, frutto dell'esperienza maturata sul campo da operatori e mediatori culturali.

Quel modello è stato successivamente inserito nel primo programma di formazione internazionale in formato "escape room", sviluppato da Protection4Kids in collaborazione con Nazioni Unite e Interpol e presentato a Lima, in Perù, come esempio concreto di metodologia replicabile nei centri di accoglienza di altri Paesi.

A coordinare il confronto è stata Federica Zappulla, project manager della Fondazione Protection4Kids, mentre Donato Notonica, referente per i rapporti con gli enti locali e translator, ha ribadito l'importanza di una collaborazione stabile tra istituzioni, organizzazioni internazionali e terzo settore. Secondo Notonica, solo attraverso strumenti condivisi e un costante aggiornamento professionale è possibile riconoscere rapidamente i segnali di sfruttamento e garantire una protezione efficace ai minori, soprattutto nelle aree di frontiera.

La direttrice di Protection for Kids Italia, Annachiara Sarto, ha evidenziato come l'indicatore sviluppato a Sant'Anna rappresenti un passo avanti decisivo nella prevenzione della tratta. Grazie a questo strumento, ha spiegato, gli operatori sono in grado di intercettare più rapidamente le condizioni di rischio e attivare percorsi di tutela mirati per bambini e adolescenti particolarmente vulnerabili.

Proprio per consolidare queste competenze è stato realizzato nel centro di Sant'Anna un percorso formativo innovativo, il primo in Italia basato sul metodo dell'escape room, che ha coinvolto operatori e figure specialistiche in simulazioni pratiche pensate per migliorare la capacità di riconoscere e gestire casi complessi.

Il presidente dell'associazione culturale Aguarinto di Agrigento, Diego Avanzato, ha spiegato che il progetto nasce dalla volontà di affiancare alle attività del centro un modello che valorizzi sia la formazione del personale sia il coinvolgimento del territorio. In questo percorso, ha sottolineato, Protection for Kids rappresenta un partner strategico non solo per gli aspetti legati alla tratta, ma anche per la crescita complessiva delle competenze degli operatori.

Avanzato ha inoltre ricordato come le attività di sensibilizzazione e integrazione rivolte agli ospiti del centro, dai momenti sportivi ai corsi di formazione riconosciuti, costituiscano occasioni preziose di inclusione e di dialogo con la comunità locale. Un patrimonio di esperienze che, oltre a favorire l'integrazione, rafforza gli strumenti a disposizione degli operatori per affrontare fenomeni sempre più complessi come quello della tratta di minori.

Il forum ha confermato il ruolo del Cpa di Sant'Anna come punto di riferimento nella sperimentazione di nuove pratiche di tutela dei minori migranti, dimostrando come un'esperienza nata sul territorio crotonese possa oggi contribuire alla definizione di modelli formativi adottati anche a livello internazionale.

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