Crotone non dimentichi Giuseppe Parretta, Inzillo (IdM): «Una via porti il suo nome»

Ada Bruna Inzillo, segretaria cittadina di Italia del Meridione, chiede all’Amministrazione comunale di intitolare uno spazio pubblico al giovane ucciso a 18 anni

A cura di Redazione
15 settembre 2026 10:00
Crotone non dimentichi Giuseppe Parretta, Inzillo (IdM): «Una via porti il suo nome» - Foto: Redazione
Foto: Redazione
Condividi

Crotone – «Crotone non dimentichi Giuseppe Parretta». È questo l’appello rivolto al Sindaco di Crotone e all’Amministrazione comunale da Ada Bruna Inzillo, segretaria cittadina di Italia del Meridione, che chiede di avviare l’iter per intitolare una via, una piazza o uno spazio pubblico significativo della città al giovane crotonese ucciso nel gennaio del 2018.

Giuseppe Parretta aveva appena 18 anni quando, il 16 gennaio 2018, venne ucciso a colpi di pistola nella sede dell’associazione Libere Donne di Crotone, davanti alla madre Katia Villirillo, presidente dell’associazione.

Una tragedia maturata in un contesto segnato dalle minacce rivolte alla madre per il suo impegno sociale e nella promozione della legalità. In quei momenti drammatici, secondo quanto ricostruito negli anni, Giuseppe cercò di proteggere la madre e la sorella, pagando con la propria vita.

Per Inzillo, quella vicenda non può essere relegata al solo dolore familiare, ma deve diventare patrimonio della memoria collettiva della città.

«La sua storia non può restare soltanto il dolore privato della famiglia: riguarda tutta Crotone», sottolinea la segretaria cittadina di Italia del Meridione, chiedendo che la memoria di Giuseppe trovi un luogo concreto nella città in cui era nato e cresciuto.

L’intitolazione, spiega, non avrebbe soltanto un valore simbolico. Sarebbe un modo per mantenere viva la memoria e offrire alle nuove generazioni l’occasione di conoscere la storia di un ragazzo morto a soli 18 anni.

«Ogni ragazzo che leggesse quel nome dovrebbe poter chiedere: “Chi era Giuseppe Parretta?”», scrive Inzillo. E la risposta, aggiunge, dovrebbe essere semplice: «Era un ragazzo di Crotone. Aveva diciotto anni. Amava la sua famiglia. Nel momento più terribile cercò di difendere sua madre e sua sorella».

Da qui la richiesta rivolta direttamente all’Amministrazione comunale: trasformare l’appello in un provvedimento concreto e individuare un luogo della città da dedicare a Giuseppe.

Un gesto che, nelle intenzioni della promotrice, dovrebbe parlare soprattutto ai giovani e rafforzare il messaggio legato alla cultura della legalità.

«Una comunità che vuole educare i propri giovani alla legalità deve avere il coraggio e la sensibilità di custodire la memoria dei suoi figli», afferma Inzillo.

L’appello guarda anche alla famiglia Parretta e a Katia Villirillo, che dopo la perdita del figlio ha continuato il proprio impegno sociale a favore delle donne e dei giovani.

La richiesta, dunque, è quella di lasciare un segno permanente nella toponomastica cittadina: una via, una piazza o uno spazio pubblico che porti il nome di Giuseppe Parretta, affinché il suo nome continui a essere pronunciato e la sua storia conosciuta dalle future generazioni.

«Giuseppe Parretta merita di essere ricordato dalla sua città. Crotone gli dedichi una via», conclude Ada Bruna Inzillo.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail