Crotone ricorda Dodò, don Ciotti: «Non si uccide solo con le armi»

Al Teatro Apollo studenti e familiari delle vittime insieme per ricordare Dodò Gabriele. Il fondatore di Libera richiama le coscienze: «La memoria deve continuare a camminare con tutti noi»

A cura di Redazione
17 ottobre 2026 11:40
Crotone ricorda Dodò, don Ciotti: «Non si uccide solo con le armi» -
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Le scuole cittadine protagoniste della XVII Giornata della Legalità “Buon Compleanno Dodò”, organizzata per ricordare Domenico “Dodò” Gabriele e le vittime innocenti delle mafie. Al Teatro Apollo, studenti, familiari e istituzioni si sono ritrovati per una mattinata dedicata alla memoria e all’impegno civile. Presente don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, che ha rivolto un messaggio forte ai ragazzi e alla comunità.

«La memoria non può essere messa in un museo»

Nel suo intervento, don Ciotti ha richiamato il valore di una memoria che non può limitarsi alla commemorazione, ma deve continuare a vivere nelle coscienze e nell'impegno quotidiano.

«La memoria deve continuare a camminare con tutti noi. Non può essere messa in un museo», ha detto, invitando a restare accanto ai familiari delle vittime, alle loro ferite e a un dolore che non si cancella.

Parole pronunciate con particolare intensità, ricordando anche la vicinanza vissuta con la mamma di Dodò, morta tra le sue braccia, e con Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, testimone di giustizia uccisa dalla criminalità organizzata.

«Io sono una piccola cosa. Voi siete i protagonisti di questa storia», ha affermato don Ciotti, rivolgendosi ai presenti. Un passaggio che ha restituito ai giovani il senso della loro partecipazione: non spettatori di una cerimonia, ma persone chiamate a custodire e trasmettere il significato di quelle storie.

«Le mafie sparano di meno, ma sono più forti di prima»

Il fondatore di Libera ha poi richiamato l'attenzione sulle forme con cui le organizzazioni criminali continuano a esercitare il proprio potere.

«Oggi le mafie sparano di meno, fanno meno rumore, ma sono più forti di prima», ha dichiarato, spiegando che la violenza mafiosa non si manifesta soltanto attraverso le armi.

«Non si uccide solo con le armi, si uccide anche in altri modi: togliendo la libertà, la dignità delle persone, impoverendo i territori, i contesti».

Un richiamo che sposta l'attenzione anche sulle conseguenze economiche e sociali della criminalità organizzata, sulla privazione dei diritti e sulle difficoltà che colpiscono le comunità.

Da qui l'invito a unire le forze, a scuotere le coscienze e a non lasciare che il tempo cancelli il ricordo delle vittime.

Dodò vive nella memoria della comunità

La giornata al Teatro Apollo è stata dedicata in particolare a Dodò Gabriele, il bambino ucciso il 25 giugno 2009 mentre giocava a calcio in un campetto di Crotone, raggiunto dai colpi esplosi durante un agguato mafioso. L'iniziativa, promossa con il coinvolgimento del Comune e della Provincia di Crotone, ha dato spazio ai lavori degli istituti scolastici, chiamati a raccontare le vicende di vittime innocenti delle mafie.

Nel corso della mattinata, le scuole hanno ricordato anche Giuseppe Giovinazzo, Lollò Cartisano, Michele Germanò e Vincenzo Grasso, attraverso testimonianze e lavori dedicati alle loro storie.

In chiusura del suo intervento, don Ciotti ha rivolto parole di vicinanza ai familiari, ricordando che le persone scomparse continuano a vivere attraverso chi ne custodisce la memoria.

«Per noi non sono morte, sono vive», ha detto, prima di ringraziare i presenti.

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