Ecosistema urbano - Crotone maglia nera per il verde
Secondo il rapporto di Legambiente e Ambiente Italia, realizzato con Il Sole 24 Ore, la provincia guadagna posti in classifica ma rimangono criticità
Crotone - Crotone guadagna tre posizioni ma resta ancorata nella parte bassa della classifica (LEGGI QUI). È questa la fotografia scattata dalla trentatreesima edizione di Ecosistema Urbano, il rapporto di Legambiente e Ambiente Italia – realizzato con la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore – che fotografa lo stato di salute ambientale dei capoluoghi di provincia italiani. La città pitagorica si attesta quest'anno al 101esimo posto con un indice del 39,09%, migliorando leggermente rispetto al 104esimo posto registrato nella passata edizione.
Il quadro nazionale tracciato dal report evidenzia una ripresa generale della media dei punteggi, che torna a crescere di quasi due punti fermandosi al 55,72% (rispetto al 53,84% dello scorso anno e al 55,80% di due edizioni fa). Tuttavia, mentre a livello nazionale si registrano timidi segnali positivi – come la crescita della raccolta differenziata (media al 66,15%), il lieve aumento del suolo dedicato alle bici, la riduzione delle perdite idriche (al 34,7%) e il recupero di passeggeri nel trasporto pubblico – restano ben visibili le solite criticità strutturali: smog, auto circolanti e consumo di suolo. In questo contesto nazionale complesso, Crotone riflette luci e ombre molto marcate.
Aria pulita e ottimi dati su PM 2,5
Un dato positivo per Crotone in questa edizione arriva dai parametri che misurano l'inquinamento atmosferico. Con un 6° posto nazionale l'aria risulterebbe tra le più virtuose d'Italia. Ottima performance anche per i giorni di superamento della media mobile di ozono, che collocano la città al 19° posto (4,0 giorni). Buono anche il tasso di motorizzazione: Al 36° posto con 67,5 auto circolanti ogni 100 abitanti, un dato inferiore rispetto ad altri contesti urbani densamente motorizzati, sebbene il tema delle auto resti un'emergenza cronica a livello nazionale.
Verde urbano al lumicino
Se l'aria trattiene i meriti della città, sono i servizi, le infrastrutture ecologiche e la gestione dei rifiuti a frenare la corsa di Crotone verso la prima metà della classifica. Il verde totale è la nota più dolente. Crotone si piazza al 106° posto (quasi in fondo alla graduatoria) con appena 3,5 metri quadrati di verde per abitante, un dato che evidenzia una gravissima carenza di parchi e aree verdi fruibili di proprietà pubblica. Sulla stessa linea gli alberi in aree pubbliche, fermi all'88° posto (8,6 ogni 100 mila abitanti). Anche la raccolta differenziata, ferma al 100° posto, con una percentuale del 39,3% sul totale dei rifiuti prodotti (a fronte di una produzione pro capite di 535,8 kg/ab, che colloca la città al 71° posto). Un divario netto rispetto alla media nazionale che viaggia ben oltre il 66%.
Il trasporto pubblico locale soffre di una domanda ridotta ai minimi termini. I passeggeri del trasporto pubblico si fermano a soli 2 viaggi pro capite all'anno (102° posto), penalizzati anche da un'offerta chilometrica limitata (90° posto con 15,2 km/ab), in controtendenza rispetto alla ripresa dei passeggeri registrata in media nelle medie e grandi città italiane. Il trend di consumo del suolo pro capite resta critico (95° posto con 16,7 mq/ab), confermando una delle emergenze ambientali più diffuse del Paese.
Acqua e infrastrutture
Sul fronte della risorsa idrica, Crotone registra il 49° posto per i consumi idrici domestici (138,1 litri per abitante al giorno) e il 58° posto per la dispersione della rete idrica, che si attesta al 36,0% (un valore in linea con la media nazionale che sfiora il 35%). Spazio anche per il fotovoltaico pubblico, che vede la città al 66° posto con 2,7 kW installati su edifici pubblici ogni mille abitanti. Risultano invece non disponibili (ND) i dati relativi all'efficienza della depurazione e alle Zone a Traffico Limitato (ZTL).
Una transizione ancora da comporre
Crotone mostra segnali di riscatto e vanta vantaggi naturali importanti, come la qualità dell'aria legata al PM 2,5. Tuttavia, per scalare la classifica di Ecosistema Urbano, la sfida dei prossimi anni si giocherà inevitabilmente sulla capacità di colmare il divario sulla raccolta differenziata, arginare il deficit storico di verde pubblico e ripensare la mobilità sostenibile.
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