Emergenza idrica a Crotone, gli ingegneri: «Servono interventi strutturali per rendere la rete più efficiente»
L'Ordine degli Ingegneri propone il recupero delle vasche di San Giorgio, il censimento della rete e sistemi di telecontrollo. Mano: «Mettiamo a disposizione studi e competenze»
CROTONE – L'emergenza idrica che da settimane interessa la città e il territorio crotonese richiede interventi strutturali capaci di garantire maggiore efficienza e resilienza al sistema acquedottistico. È quanto emerso dalla riunione della Commissione Lavori pubblici, Infrastrutture e Bandi dell'Ordine degli Ingegneri della provincia di Crotone, presieduta dal presidente Vincenzo Mano, che ha analizzato le criticità della rete idrica elaborando una serie di proposte tecniche da mettere a disposizione delle istituzioni.
Secondo la Commissione, la rete di distribuzione è caratterizzata da un elevato grado di obsolescenza, con frequenti rotture che compromettono la continuità del servizio e provocano consistenti perdite d'acqua. A questo si aggiunge una capacità di accumulo ritenuta insufficiente a garantire l'autonomia della città in caso di interruzione dell'approvvigionamento.
Gli ingegneri evidenziano, infatti, che l'attuale riserva idrica assicurata dai serbatoi di Vescovatello non è in grado di coprire il fabbisogno cittadino neppure per un'intera giornata di sospensione dell'alimentazione. Un limite che, in occasione di guasti o blocchi temporanei del servizio, contribuisce a mandare in crisi l'intero sistema.
Per affrontare in maniera definitiva le criticità, la Commissione ha avanzato alcune proposte operative. Tra queste figura l'aumento della capacità di riserva idrica attraverso il recupero e la rifunzionalizzazione delle vasche esistenti di San Giorgio oppure mediante la realizzazione di nuove opere di accumulo. Un intervento che, secondo le stime, consentirebbe di portare l'autonomia della rete dalle attuali circa 18 ore ad almeno 36 ore, aumentando sensibilmente la capacità del sistema di fronteggiare eventuali emergenze.
Tra le priorità indicate vi è anche la completa conoscenza della rete idrica comunale attraverso attività di rilievo, modellazione e digitalizzazione delle infrastrutture esistenti, strumenti ritenuti indispensabili per programmare interventi mirati e risolutivi.
Gli ingegneri propongono inoltre l'installazione di sistemi di monitoraggio e telecontrollo per individuare tempestivamente anomalie e prevenire nuove situazioni di emergenza, oltre all'introduzione della compartimentazione idraulica della rete (District Metered Areas - DMA), soluzione che consentirebbe una gestione più efficace dei flussi e delle perdite.
Secondo le valutazioni della Commissione, una gestione più efficiente del sistema potrebbe permettere di recuperare fino al 30% della risorsa idrica, con importanti benefici sotto il profilo ambientale, economico e gestionale.
«Accogliamo con entusiasmo le iniziative del Consiglio comunale e le recenti dichiarazioni del sindaco Vincenzo Voce – afferma il presidente Vincenzo Mano –. Sono segnali importanti per la città che qualcosa finalmente inizia a muoversi per superare una situazione che sta diventando insostenibile per la popolazione. Cogliamo però l'occasione per sollecitare l'Amministrazione comunale a dare piena attuazione a quanto previsto dall'Accordo di programma con la Regione Calabria relativo all'ingegnerizzazione delle reti idriche di distribuzione urbana e agli interventi di manutenzione straordinaria e infrastrutturazione finalizzati al miglioramento del servizio e alla riduzione delle perdite. Riteniamo infatti che quanto realizzato finora non sia ancora definitivamente risolutivo e mettiamo a disposizione i nostri studi e le nostre proposte».
L'Ordine degli Ingegneri ribadisce così la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni locali, mettendo a disposizione competenze tecniche e progettuali per contribuire alla definizione di un piano capace di affrontare in maniera definitiva una delle principali emergenze che interessano il territorio crotonese
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