Rischio allagamenti a Crotone, Trocino: «Bisogna intervenire adesso»

Il coordinatore dell’opposizione chiede la pulizia di canali di scolo, caditoie e del fiume Esaro: «Non possiamo aspettare che sia la prossima emergenza a ricordarci del rischio»

A cura di Redazione
23 agosto 2026 16:00
Rischio allagamenti a Crotone, Trocino: «Bisogna intervenire adesso» - Foto: Redazione
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La memoria delle alluvioni e dei danni provocati dal maltempo dovrebbe servire a prevenire nuove tragedie. È da questa considerazione che parte l’intervento di Giuseppe Trocino, consigliere comunale di opposizione e coordinatore dell’opposizione, che accende i riflettori sulle condizioni dei sistemi di drenaggio e del fiume Esaro a Crotone.

Trocino fa sapere di aver inviato ieri mattina una diffida ufficiale al Comune di Crotone, trasmessa per conoscenza anche alla Prefettura e ad ANAS S.p.A., chiedendo interventi sui canali di scolo, sulle caditoie del quartiere Poggio Pudano e lungo l’alveo dell’Esaro.

La preoccupazione nasce anche dalle immagini che in queste ore arrivano dalle zone del Centro-Nord colpite dal maltempo. «La storia e i drammi del passato dovrebbero insegnare qualcosa», sottolinea Trocino, ricordando come le conseguenze delle emergenze restino soprattutto nel cuore delle famiglie che hanno perso persone care, nelle abitazioni e nei sacrifici di chi è stato costretto a ricominciare da zero.

Nel mirino dell’esponente dell’opposizione ci sono soprattutto le condizioni di alcune infrastrutture destinate a garantire il deflusso delle acque. Secondo Trocino, canali di scolo e caditoie sarebbero ostruiti da rifiuti, terra ed erbacce, mentre il fiume Esaro presenterebbe una vegetazione particolarmente fitta, con alberi, canneti e rifiuti che potrebbero ostacolare il normale deflusso dell'acqua in caso di precipitazioni intense.

Una situazione che, secondo il consigliere, non può essere affrontata soltanto quando l'emergenza è già arrivata.

«Basta un acquazzone di pochi minuti per trasformare alcune strade in fiumi», evidenzia Trocino, ricordando in particolare la vulnerabilità di aree come Gabelluccia, Fondo Gesù e la Marinella, che in passato hanno conosciuto gli effetti delle esondazioni dell’Esaro.

Il tema, per Trocino, non può essere ridotto alla semplice individuazione dell’ente competente. Comune, ANAS e altri soggetti pubblici possono avere responsabilità differenti, ma per i cittadini, sostiene il coordinatore dell’opposizione, ciò che conta è che il problema venga risolto.

«L’acqua non chiede se un canale è del Comune, dell’ANAS o di un altro Ente», afferma. «Se arriva nelle case, il fango entra nelle abitazioni dei crotonesi, mica negli uffici della burocrazia».

Da qui la richiesta all’amministrazione comunale di utilizzare tutti gli strumenti previsti dalla legge per prevenire situazioni di pericolo, comprese, quando ne ricorrano i presupposti, le ordinanze contingibili e urgenti.

Trocino pone inoltre una questione di carattere amministrativo e politico: quella della programmazione. Rincorrere le emergenze, sostiene, rischia di rendere necessari interventi straordinari e affidamenti diretti che una corretta pianificazione potrebbe in molti casi evitare.

«Non voglio pensar male – precisa – ed è proprio per questo che chiedo all’Amministrazione programmazione negli interventi e massima trasparenza nella comunicazione».

Il riferimento è anche alla necessità di informare preventivamente i cittadini sugli interventi programmati nei quartieri, indicando tempi e modalità delle operazioni di pulizia e manutenzione.

La diffida assume quindi, nelle parole di Trocino, anche un valore politico e amministrativo: formalizzare oggi la segnalazione di una situazione di potenziale rischio significa mettere nero su bianco che l’amministrazione e gli altri enti interessati sono stati informati prima di un’eventuale emergenza.

«Se nei prossimi mesi un evento meteorologico dovesse provocare allagamenti, danni o mettere in pericolo persone e abitazioni – afferma il consigliere – la diffida inviata sarà un documento importante per dimostrare che il rischio era stato segnalato per tempo e che chi aveva responsabilità amministrative ne era stato formalmente informato».

La conclusione è un appello alla prevenzione, con una stoccata alla gestione delle priorità cittadine: «I cittadini non chiedono scuse o passerelle dopo la tempesta. Chiedono semplicemente di poter dormire sonni tranquilli quando fuori piove».

Per Giuseppe Trocino, dunque, la parola d’ordine deve essere una sola: prevenire. «Servono interventi nei canali. Serve programmazione. Serve prevenzione… e serve farla ADESSO».

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